Coworking: tutto quello che c’è da sapere

Se il mercato del lavoro cambia, lo fanno anche i modi di lavorare. Per questo motivo, si sentono sempre più spesso le storie di chi lavora da remoto e non ha una sede fissa, un ufficio. Per alcuni potrebbe sembrare una cosa alquanto bizzarra, eppure vi assicuriamo che questo fenomeno sta prendendo, oggi come oggi, sempre più piede.

Si sente, quindi, parlare anche di riorganizzazione e condivisione di quelli che sono gli spazi di lavoro ed è proprio per questo motivo che il coworking sta prendendo sempre più piede anche in Italia, dopo essere diventato una realtà oltre oceano già da diversi anni.

Di cosa si tratta e come funziona un coworking? Lo vediamo nel dettaglio!

La prima cosa da sottolineare è che si tratta di uno spazio che viene solitamente condiviso da persone che non lavorano tutte per la stessa azienda. A questo punto, ci si può domandare cosa spinge delle persone provenienti da realtà differenti a lavorare nello stesso spazio, per di più esterno alla propria attività. La convenienza: sia da un punto di vista economico che da quello delle opportunità. Per capire il discorso, tuttavia, è bene specificare alcuni meccanismi e quelle che sono le peculiarità di questa particolare forma di spazio lavorativo.

Si deve spiegare che questa tipologia di spazio è utile sia per i lavoratori autonomi che per le start up e questo perché vengono offerti diversi servizi, tra cui la possibilità di avere una postazione lavoro attrezzata. Così facendo, decidendo di lavorare in posti come questo, si possono anche creare delle nuove connessioni lavorative, dato che ci si ritrova gomito a gomito con altri professionisti e con le loro esigenze.

Nel coworking si condividono tutti i materiali, gli spazi, i computer e questo porta dei vantaggi dal punto di vista economico, soprattutto perché non si paga un canone mensile, ma una somma stabilita in base al tempo che si passa all’interno della struttura. C’è chi, ad esempio, affitta una scrivania per un paio di giorni a settimana e chi solo una tantum e così via!

Questa flessibilità potrebbe far pensare a una soluzione senza regole: non è così. Le regole ci sono eccome, anche se non ci sono tutti gli obblighi legati a un ufficio. Come detto, il coworker paga solo per il tempo in cui permane nello spazio comune, ma deve rispettare gli spazi altrui e il materiale in comune. Non sono ammessi danni alle cose o alla struttura, ad esempio, così come anche il buonsenso richiede.

I costi variano in base al coworking, ai servizi e al tempo di permanenza. Tuttavia, si parla sempre e comunque di cifre molto inferiori rispetto a quelle di un affitto di un ufficio personale.

Alla luce di quanto detto, cerchiamo di rispondere anche a un’altra domanda. A chi è adatto un coworking? Come detto, si tratta di una struttura abbastanza flessibile che, quindi, può essere utilizzata da diverse tipologie di persone. C’è anche da sottolineare che si tratta di un fenomeno relativamente nuovo in Italia, che via via sta prendendo piede, tanto al Nord quanto al Sud. Si tratta, per lo più di realtà indipendenti ma anche in franchising. Sono frequentati da liberi professionisti e startupper per lo più e, nella maggior parte dei casi, si parla di donne. Chi utilizza questi spazi in linea di massima si trova molto bene ed è intenzionato a rimanerci a tempo abbastanza indeterminato. Insomma, il coworking sembra essere l’ufficio del futuro ed è per questo motivo che è molto importante averne uno anche nella propria città, così da sfruttarlo per le proprie esigenze lavorative.

Leave a comment

Your email address will not be published.


*