Il business del recupero dei metalli dai rifiuti industriali, elettronici e dei veicoli fuori uso

Nell’ottica della cosiddetta economia circolare, perno intorno al quale ruotano le nuove strategie dell’Unione Europea, il settore del recupero e del riciclo dei rifiuti industriali e da apparecchiature elettriche ricopre un ruolo importante.
I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e da veicoli fuori uso costituiscono una delle fonti principali di risorse e materiali secondari. Circa il 50% dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e ben il 70% dei rifiuti da veicoli fuori uso vengono già riutilizzati per realizzare nuovi prodotti. Il riuso dei metalli dei veicoli da parte delle fonderie per la produzione di nuovi materiali esiste da molti anni, mentre il recupero dei rifiuti elettrici ed elettronici è un processo relativamente recente, in atto indicativamente dai primi anni Novanta.
I rifiuti elettrici ed elettronici vengono raccolti attraverso le piattaforme ecologiche comunali e consorzi di produttori privati e smaltiti. Dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche vengono recuperati i materiali di base. Le schede elettroniche di computer, pannelli fotovoltaici, smartphone, tablet, smartwatch e stampanti vengono generalmente separate dal prodotto, stoccate e trasferite ad impianti dedicati. Le schede elettroniche rappresentano il più prezioso componente presente sia nei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche che nei veicoli fuori uso, in quanto possono contenere metalli preziosi, come oro, argento e platino, metalli pesanti, come arsenico, cadmio, cromo, mercurio e piombo, ed altre sostanze, come ritardanti di fiamma, diclorometano ed idrocarburi aromatici policiclici. Le schede elettroniche vengono disassemblate e polverizzate. I vari materiali vengono poi separati e classificati in base alla loro composizione. Le polveri metalliche vengono poi sottoposte ad un ulteriore trattamento chimico durante la fase di raffinazione. I materiali ottenuti sono reimpiegabili per la produzione di nuovi prodotti.


La gestione dei veicoli fuori uso, invece, è svolta da carrozzerie, rottamatori e concessionari. I demolitori autorizzati acquistano le vetture e procedono con lo smaltimento, seguendo procedure specifiche per un corretto recupero delle diverse componenti. Le componenti pericolose dei veicoli fuori uso, come batterie, oli, filtri e carburante, vengono rimosse, mentre le parti di valore, come catalizzatori e motori, vengono disassemblate e riutilizzate. Ciò che resta della vettura viene frantumato. Le parti metalliche vengono reintrodotte nella filiera automobilistica come materie prime delle fonderie. La parte non metallica, invece, viene smaltita e, se possibile, usata come combustibile per la produzione di energia.
Nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente, anche il recupero degli scarti industriali merita attenzione. Dal recupero degli scarti derivanti da attività produttive e commerciali si possono ricavare materiali che è possibile reintrodurre nel ciclo produttivo, per nuovi utilizzi.
Tra le aziende che operano nel settore, una posizione di rilievo nel panorama italiano spetta a Faggi S.p.a., leader nel recupero di metalli preziosi da rifiuti industriali. Il gruppo Faggi iniziò oltre 50 anni fa con il recupero di metalli da ciò che veniva scartato dalle lavorazioni della ceramica, estendendosi poi all’estrazione dei metalli preziosi contenuti nei rifiuti delle fabbriche, alla produzione di fine chemicals e catalizzatori omogenei ed eterogenei e ad operazioni di recupero, affinazione, commercializzazione, smaltimento e vendita dei metalli.

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