Il Dollaro Protagonista Della Storia Con Il QE

Erano gli anni immediatamente successivi alla crisi del 2008, quella scoppiata in seguito al fallimento della banca d’affari Lehman Brothers. MA a differenza di quanto molti credono, la crisi in questione non scoppiò esclusivamente per questo fatto sconvolgente, da molti punti di vista, quanto imprevisto. Il dollaro, infatti, era anche in pericolo, e da tempo, per una serie di fattori, non ultimo quell’allegra gestione dei mutui subprime, concessi con estrema leggerezza a persone che in realtà non erano in grado di onorarli.

Fu anche per questo, quindi per una serie di fattori, che è scoppiata una crisi latente, ignorata più o meno volutamente e verso la quale si è deciso di porre rimedi con uno strumento già provato in passato ma nella cui quantità, stavolta, si è voluto esagerare: il Quantitative Easing. Letteralmente l’alleggerimento quantitativo è nato dopo che la Federal Reserve ha deciso di scendere in campo per proteggere sia il dollaro come moneta sia tutta l’economia statunitense da un ciclone che avrebbe investito di lì a poco tutto il globo. Di cosa si tratta? Il 26 dicembre 2008, al primo annuncio del piano il cui scopo era, come detto, supportare il sistema finanziario e, di conseguenza, quello economico, vennero annunciate le misure principali che consistevano in acquisti di “grandi quantità di obbligazioni di enti parastatali e di titoli garantiti da mutui ipotecari, allo scopo di sostenere il mercato immobiliare e quello dei mutui” come si evince dal comunicato ufficiale, proprio perchè l’immobiliare è un cardine dell’economia stessa, ma anche acquisti di bond a lunga scadenza, il cui incremento è stato effettuato a fine del 2012.

Quale lo scopo? Semplice, quello di sfebbrare i rendimenti di questi ultimi per stabilizzarne il mercato: la paura di una crisi che non si sarebbe risolta subito, era lo scoglio principale che si frapponeva tra la banca centrale con le sue misure e l’effettiva riuscita dei piani di salvataggio. Allo stato attuale, però, la svalutazione del dollaro, ha spaventato molti investitori soprattutto per le conseguenze sui mercati di una futura (e ormai prossima, vista l’esigenza sempre più forte dettata dal tapering) manovra d’uscita che potrebbe squilibrare il sistema finanziario internazionale.

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