Memoria: tablet e smartphone riducono la concentrazione

Al giorno d’oggi tutti dispongono almeno di un dispositivo tecnologico come smartphone e tablet. E, negli ultimi anni si è registrato un crescente utilizzo di questi device tecnologici, che hanno ridotto nettamente la capacità di attenzione e concentrazione dell’uomo. Uno studio condotto in Canada, ha dimostrato che la durata media di concentrazione nell’uomo è scesa a 8 secondi. La ricerca scientifica eseguita, ha coinvolto 2.000 soggetti, dei quali sono state esaminate le abitudini digitali. Nella seconda fase dello studio scientifico, i soggetti volontari sono stati sottoposti a elettroencefalogramma. I dati raccolti hanno mostrato che, durante gli anni si è velocizzato il processo di gestione delle informazioni, obbligando il cervello a dover elaborare più impulsi del normale.

Dunque, lo studio scientifico ha evidenziato come la tendenza a passare in maniera molto veloce da un’informazione a un’altra, danneggia le facoltà di concentrazione. Altri studi che sono stati condotti in precedenza, hanno indicato come la progressiva capacità di multitasking abbia condotto a una netta riduzione del quoziente intellettivo. Oltre ciò, altre ricerche scientifiche hanno mostrato che, tutti i tipi di dispositivi mobile sono una delle maggiori cause di disturbi del sonno, come l’insonnia da hi-teche e la tendenza a ingrassare. Inoltre, tutti i pediatri italiani, raccomandano a tutti i genitori di non utilizzare i dispositivi digitali come babysitter per i più piccoli, in quanto potrebbero rovinare la loro crescita e le loro relazioni, quindi, consiglia di fornire ai propri figli stimoli diversi, e se possibile al di fuori degli schermi televisivi e dei device mobili. Dunque, possiamo affermare che, l’abitudine al multitasking è la causa principale per cui l’utilizzo di questi dispositivi tecnologici riduce la capacità e la concentrazione umana. Oltre all’attenzione e alla concentrazione, i genitori dei più piccoli, devono sapere anche che i dispositivi tecnologici sono considerati un vero e proprio rifugio di germi e batteri, dunque, è meglio pensarci più volte prima di farli usare ai bambini.

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